Qui vi sono i quattordici pannelli della Via Crucis realizzati per la Chiesa Sacra Famiglia a Cinisello Balsamo.
Sono stati interamente realizzati con l'antica tecnica dell'affresco ed inseriti sul colonnato della Chiesa.
Il lavoro è stato commissionato a Barbara Pietrasanta da Don Armando Cattaneo del quale suoi sono anche i commenti che potrete leggere cliccando su ogni stazione.
La realizzazione è durata 14 mesi circa e la Via Crucis è stata ufficialmente inaugurata il 29 giugno 2001.
Sono apparsi servizi su: Telelombardia, Telereporter, Antennatre, Odeon TV, Il Corriere della Sera, Il Nostro tempo, Arte, RadioLombardia, Radio Popolare.
Cliccando ogni dipinto appare il commento di Don Armando.
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Via Crucis Parrocchia Sacra Famiglia Cinisello Balsamo - Milano
14 affreschi su pannello di Barbara Pietrasanta
Conosco Barbara Pietrasanta grazie ad un comune amico, a Milano, a un passo dal Duomo.
Vedo alcuni suoi dipinti dalla corporeità prorompente e stranamente mi fanno pensare all’interiorità. Osservo in essi scene desolate e vi colgo dignità. Vedo volti degradati dalla solitudine, dall’alcool, dalle droghe e intuisco voglia di riscatto. Un paradosso. Così decido di scommettere e le affido un lavoro.
“Pietrasanta non è autrice di arte sacra. Ma di intensa umanità certamente sì – rifletto tra me - e da quando Dio s’è fatto uomo… nulla è più sacro dell’umanità e nessuna arte è più sacra di quella che sa dare gloria all'uomo vivente”.
Le metto tra le mani il testo del vangelo secondo Luca e lei mi spalma quelle parole succose e “nuove” tutt’intorno a una figura imponente di donna e di madre. Insieme Eva e Maria. Pura teologia visiva! Un giorno lei mi confida che desidera lavorare a fresco, ricuperando la più nobile e duratura tecnica di pittura di tutta la storia; quella che ha colmato l’Italia di capolavori: dalla Cappella Brancacci di Masaccio alla Cappella Sistina di Michelangelo, dalla Basilica di San Francesco di Giotto, alle Stanze Vaticane di Raffaello. Mi stupisco e non a caso: la Pietrasanta infatti è oggi l’unica donna in Italia a dipingere a fresco. Dopo averne imparata la tecnica dove? A New York, of course! Perché nella sua patria nessuno più la insegna!
Colgo l’attimo fuggente e propongo un “lavoretto” nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia di Cinisello, che nel frattempo era diventata la chiesa di cui sono parroco. Ma non si tratta di una grande parete. Troppo facile. No, offro a Barbara quattordici pilastri di cemento armato, con superfici utili di 40 centimetri di base per 160 di altezza. Non esattamente quello che i pittori sognano… Barbara non fa una piega: cosa volete che sia per una che dipinge per sfogarsi, per esprimersi, mentre il suo lavoro quotidiano è capitanare un’agenzia grafica, invasa di pubblicità, stretta tra poster e packaging? Per lei questo formato è perfetto,! Lei non cerca la solenne composizione architettonica del pittore classico, ma il taglio fotografico! La sua mano dipinge ma il suo occhio fotografa e la sua mente zooma, taglia, incolla, compone. In breve: a Barbara riesce bene pitturare questi pilastri, forse perché è più familiare con le pagine delle riviste (che sono verticali) che con la pittura classica (che usa le tele in orizzontale). Mese dopo mese, la strada della croce prende forma e colore. Di sorpresa in sorpresa. Sì, perché forse con l’intuizione tipica di donna, mentre dipinge, Barbara scrive un piccolo, prezioso testo di teologia. La sua Via Crucis è umana e teologica insieme; cristianissima ed evangelica, descrittiva e metafisica.
Barbara non era una pittrice d’arte sacra prima della Via Crucis. E non lo è neppure dopo. Il sacro è un recinto stereotipato e ripetitivo, chiuso e conservatore. Gesù Cristo ha patito i “sacer”doti schierati a difesa del “sacer” sistema. Barbara semplicemente lo evita, vola più alto.
Don Armando Cattaneo
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